8 aprile 2025

Nei giorni scorsi si é tenuto ad Ascoli il New European Bauhaus Festival, manifestazione che ha trasformato per un giorno la Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino in un laboratorio internazionale di idee, confronto e progettazione sul futuro delle città europee. L’iniziativa é stata realizzata nell’ambito del progetto Bauhaus4Med finanziato dal programma Interreg Euro-Med, di cui SVEM é partner in collaborazione con il settore Cultura della Regione Marche.

Nel corso del Festival sono state presentate al pubblico tutte le azioni pilota promosse dal progetto Bauhaus4Med in Europa per favorire la trasformazione “sostenibile, bella ed inclusiva” degli spazi pubblici. É stata in particolare illustrata l’attività svolta nel centro storico di Montalto delle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, in cui il progetto ha permesso di recuperare un locale da adibire a centro di aggregazione giovanile, attrezzato secondo le indicazioni fornite direttamente dai giovani, coinvolti nella definizione degli spazi e dei loro utilizzi.

“Il Festival – ha spiegato Monica Mancini Cilla (Svem) – nasce per avere un confronto tra Istituzioni, partner ed enti locali sui temi della sostenibilità come un elemento integrato nella qualità della vita quotidiana, capace di coniugare estetica, inclusione e innovazione. Abbiamo iniziato qui ad Ascoli, ma speriamo di poterci ampliare su tutto il territorio regionale”.

Secondo Massimo Sargolini, direttore della Scuola di Architettura e Design di UNICAM “il dibattito in Europa è intenso e la nostra università partecipa da tempo a lavori e ricerche internazionali che mettono insieme sostenibilità della città, qualità dell’abitare e nuove visioni estetiche della città. Temi che devono convergere, non avanzare singolarmente”. Tra i momenti più rilevanti del New European Bauhaus Festival, l’intervento dedicato all’osservazione dei paesaggi come leva per la transizione verde, l’inclusione sociale e la democrazia locale, che ha visto la partecipazione di Sylvie Salles, dell’École Nationale Supérieure de Paysage di Versailles, e di François Mancebo, dell’Università di Reims, portando un contributo di respiro europeo al confronto. Ampio spazio è stato dedicato alla ricerca e alla progettazione: dagli effetti della Nature Restoration Law alla pianificazione urbana sostenibile, fino ai modelli di città circolare e ai processi di rigenerazione. Nel pomeriggio, la riflessione si è spostata sul campo, con una visita a un’installazione urbana e un workshop dell’European Landscape Observatory, a testimonianza di un approccio che unisce teoria e pratica.