
Ancona (21 ottobre 2026) — Le Marche sono una delle regioni più longeve d’Italia. Nel 2025 la speranza di vita alla nascita è di 84,4 anni, seconda solo al Trentino-Alto Adige, una posizione di eccellenza consolidata da oltre mezzo secolo: qui, già nel 1974, si viveva più a lungo che nel resto del Paese. Di fatto, oggi nelle Marche si contano 235 anziani ogni 100 giovani, contro i 208 della media italiana.
Non è un caso, quindi, se proprio qui ha sede l’INRCA, unico Istituto pubblico in Italia specializzato in geriatria e gerontologia. E proprio da Ancona parte la risposta a una domanda che riguarda l’intero Paese: come trasformare gli anni guadagnati in anni vissuti bene?
A questa sfida è dedicato il convegno “Longevità e Innovazione: ricerca scientifica, impatto clinico, IA e tecnologie“, promosso dall’IRCCS INRCA all’Ego Hotel di via Flaminia 220, ad Ancona, e articolato su due giornate.
La seconda e conclusiva si tiene domani, mercoledì 22 ottobre: una giornata in cui la ricerca scientifica diventa pratica quotidiana, con il focus che si sposta sulle tecnologie digitali, sulla medicina di prossimità e sull’innovazione al servizio di una longevità di qualità, dando spazio anche alla voce dei pazienti e dei caregiver.
Perché l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie possono essere messe al servizio della salute e dell’autonomiadegli anziani. L’impegno di ricerca dell’IRCCS INRCA di Ancona affronta anche questo aspetto per sviluppare modelli sociosanitari innovativi. Dalla telemedicina all’assistenza personalizzata, ad esempio con sensori che segnalano attività anomale anche in funzione di prevenzione dalle cadute, fino all’impiego dell’IA nella diagnostica e nella gestione dei bisogni delle persone anziane, l’obiettivo è favorire l’invecchiamento in salute, migliorare la qualità delle cure e sostenere la vita indipendente, anche attraverso nuovi servizi di assistenza.
L’iniziativa è coordinata dalla direttrice scientifica dell’INRCA Fabrizia Lattanzio.
Attorno a questo obiettivo, l’istituto anconetano ha riunito un parterre scientifico di ampio respiro nazionale e internazionale: tredici università e quattro tra IRCCS e centri di ricerca, per un totale di diciassette istituzioni provenienti da tre Paesi. Dai quattro atenei marchigiani — Politecnica delle Marche, Camerino, Macerata e Urbino — fino all’Università di Costanza, in Germania, con Maria Moreno-Villanueva, e alle britanniche Newcastle, con Miles Witham, e Ulster, con Michael McTear. Una pluralità di voci, competenze e provenienze che fa di questo appuntamento un laboratorio di confronto internazionale sulla longevità e sulla sanità digitale del futuro.
La giornata di domani completa un percorso avviato ieri, il 21 ottobre, articolato in tre sessioni tematiche: quella biomedica, sui meccanismi molecolari della longevità e sulla medicina personalizzata; quella clinica, sull’healthy ageing e sulle sfide di multimorbidità e fragilità, con un focus sul coinvolgimento degli anziani nei trial clinici; e quella tecnologica, sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nella pratica assistenziale. Un filo conduttore che, dalla comprensione dei meccanismi dell’invecchiamento, arriva oggi a come accompagnarlo meglio, ogni giorno, con la tecnologia.
Saranno presentate le soluzioni già operative del progetto: una piattaforma digitale aperta, la rete dei living-lab costruiti insieme a professionisti e cittadini, i software di intelligenza artificiale per la sanità, le tecnologie immersive, le terapie digitali e i sistemi di supporto alle decisioni cliniche. Strumenti pensati per avvicinare le cure alle persone, soprattutto nei territori e nelle fasce più fragili, dove la prossimità fa la differenza.
Il valore della giornata sta anche nella voce di chi la sanità digitale la vive ogni giorno. Accanto a università, imprese, Confindustria e ConfAPI Marche, le tavole rotonde daranno spazio a medici di medicina generale, fisioterapisti, pazienti, caregiver e associazioni — dall’Associazione Parkinson ad Alzheimer Marche. Perché l’innovazione non si misura dai brevetti, ma da quanto migliora la vita delle persone.
L’iniziativa è accreditata ECM con 4,5 crediti per tutte le professioni sanitarie e la partecipazione è gratuita. Informazioni e iscrizioni sono disponibili sul sito dell’INRCA.



