24 aprile 2026

Eurosuole è uno dei simboli più riconoscibili del manifatturiero marchigiano ha aperto le porte della sua sede di Civitanova Marche alla sottosegretaria alle Finanze, Lucia Albano, e al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Una visita istituzionale durante la quale il presidente e fondatore Germano Ercoli ha illustrato una situazione segnata dalle difficoltà. «Il distretto fermano-maceratese, cuore della calzatura italiana, vive una fase di forte difficoltà, segnata dalla perdita di competenze, dalla riduzione della capacità produttiva e dalla crescente pressione della concorrenza internazionale – ha detto Ercoli – Molte imprese hanno chiuso o delocalizzato verso Paesi asiatici, dove il costo del lavoro è sensibilmente inferiore e sostenuto da politiche industriali aggressive. In Europa, invece, il sistema produttivo si trova a fare i conti con vincoli normativi stringenti, burocrazia e soprattutto con il peso crescente dei costi energetici».

Proprio l’energia rappresenta oggi una delle principali criticità. Le imprese registrano aumenti significativi delle bollette, con picchi mensili anche superiori al 25%, che incidono direttamente sulla competitività. In questo scenario, Eurosuole ha scelto di reagire investendo in autonomia energetica: è in fase di realizzazione un collegamento a un impianto fotovoltaico che consentirà di produrre circa 4 milioni di kWh all’anno, coprendo circa il 40% del fabbisogno aziendale. Un investimento rilevante, costruito su un impegno pluriennale, che si inserisce in una strategia più ampia orientata alla sostenibilità.

«Vogliamo difendere e rafforzare il tessuto imprenditoriale – ha spiegato il presidente Acquaroli – in questo siamo allineati al Governo nazionale. Per le Marche tutto ciò significa lavoro, produzione e competitività. È un sistema radicato nei valori del territorio e capace di mettere al centro le persone, ma per restare competitivo ha bisogno di stabilità. Dobbiamo continuare a investire sulle infrastrutture e affrontare un contesto internazionale sempre più instabile, che ormai rappresenta una difficoltà strutturale per imprese e famiglie. Per questo è attivo un confronto costante con i ministeri, con le associazioni di categoria e con il sistema regionale, per rendere le azioni più efficaci. Guardiamo anche alla nuova programmazione europea come a un’opportunità per dare risposte concrete, auspicando che le crisi internazionali possano attenuarsi e permetterci di pianificare interventi più incisivi».

La visita di Albano e Acquaroli alla Eurosuole ha rappresentato anche l’occasione per osservare da vicino un modello industriale che incarna il cosiddetto genius loci marchigiano: capacità di innovare, attenzione alla qualità e forte legame con la comunità. Un percorso costruito nel tempo. Fondata nel 1976 da Ercoli, che decise di lasciare un lavoro sicuro per intraprendere la strada imprenditoriale, negli anni è diventata da una piccola realtà con una decina di addetti a punto di riferimento europeo nella produzione di suole in gomma e poliuretano, con 230 dipendenti, 55 mila metri quadrati di stabilimento e oltre 13 milioni di paia prodotte ogni anno. Un’impresa che affonda le proprie radici nel territorio e che, allo stesso tempo, ha saputo costruire una presenza solida sui mercati internazionali.

Imprese come quella civitanovese continuano a rappresentare un presidio fondamentale, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale, mantenendo occupazione, competenze e filiere produttive sul territorio nonostante tutte le difficoltà. Il messaggio che emerge con forza è chiaro: difendere l’industria significa difendere il lavoro e il futuro delle Marche. Le imprese stanno facendo la loro parte, investendo in innovazione e sostenibilità. Ma senza una strategia industriale condivisa e politiche capaci di sostenere il sistema produttivo, il rischio è quello di vedere progressivamente indebolirsi uno dei pilastri dell’economia regionale e nazionale.

«Realtà eccellenti come Eurosuole – ha detto la sottosegretaria Albano – risentono di queste crisi lontane che, in un contesto globale, hanno effetti immediati su cittadini e imprese, soprattutto per il caro energia e le difficoltà dei mercati. Il messaggio che volevamo dare oggi è chiaro: le istituzioni devono essere al fianco di imprenditori e lavoratori, perché la ricchezza nasce dal loro lavoro, non dalle norme. In una fase così complessa, è fondamentale garantire condizioni che permettano alle imprese di operare con serenità e continuità. I fronti sono molteplici e richiedono risposte urgenti: l’Europa sta andando nella direzione giusta, ma serve fare di più. L’Italia oggi può far valere una maggiore credibilità a livello internazionale, costruita negli ultimi anni, e questo aiuta nel confronto europeo».

«Un’azienda come Eurosuole – è la riflessione finale di Ercoli – deve andare avanti ma oggi più che mai è necessario che la politica esca dai meandri della burocrazia e pensi a difendere le proprie attività sul territorio perché di esse senza non si saranno più beni e servizi e non ci sarà più impiego di manodopera”.