2 febbraio 2026
Il Dipartimento di Economia e Diritto ha presentato i risultati del progetto di ricerca “TEC”, sviluppato in collaborazione con le Università di Catania e Urbino. Un approccio innovativo e interdisciplinare per contrastare l’economia sommersa
MACERATA- In un Paese dove l’economia sommersa legata all’evasione fiscale supera i 170 miliardi di euro l’anno e la corruzione continua a frenare lo sviluppo del sistema produttivo, minando la fiducia nelle istituzioni, è sempre più necessario individuare strumenti efficaci per contrastare questi fenomeni e promuovere la cultura della legalità.
È questo l’obiettivo di “TEC – Tax Evasion and Corruption: theoretical models and empirical studies. A quantitative-based approach for the Italian case”, il progetto di ricerca sviluppato dal Dipartimento di Economia e Diritto dell’Università degli Studi di Macerata, insieme alle Università di Catania e di Urbino. Lo studio è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del bando PRIN 2022 (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale).
I risultati, che saranno raccolti in un volume pubblicato dalla casa editrice Springer, sono stati illustrati dalla coordinatriceElisabetta Michetti, durante un convegno che si è tenuto nell’Ateneo marchigiano. L’incontro, molto partecipato, ha riunito esponenti di rilievo del mondo istituzionale, universitario e associativo.
«Evasione fiscale e corruzione non producono soltanto un mancato gettito per le casse pubbliche, ma generano effetti più ampi: compromettono la concorrenza tra imprese e l’equilibrio del sistema contributivo e colpiscono anche i diritti di chi lavora in condizioni irregolari», spiega la professoressa Elisabetta Michetti.
In Italia, l’evasione sui redditi da lavoro autonomo rappresenta circa il 67% del totale. Inoltre, negli ultimi anni, strumenti come la fatturazione elettronica e la diffusione dei pagamenti digitali hanno contribuito a ridurre l’evasione dell’IVA, anche se il loro utilizzo resta inferiore rispetto ad altre nazioni europee. Nel nostro Paese, infatti, si continua a fare ampio ricorso al contante, una condizione che può favorire i pagamenti in nero. Anche sul fronte della corruzione il quadro resta critico: secondo il Corruption Perceptions Index 2021, l’Italia si colloca al 17° posto su 27 Paesi dell’Unione Europea.
In questo contesto assume particolare rilievo anche il tema dei controlli, che secondo un recente studio rappresentano un nodo delicato: le micro e piccole imprese hanno infatti solo il 3% di probabilità di essere sottoposte a verifiche, contro il 14% delle medie e il 32% delle grandi. Una differenza che può alimentare quella che i ricercatori definiscono una “trappola dimensionale” spingendo alcune realtà a non investire nella crescita per non farsi intercettare. Una criticità che risulta particolarmente significativa in regioni come le Marche, dove il tessuto produttivo è composto prevalentemente da aziende di piccole dimensioni.
A partire da queste evidenze, TEC ha individuato diverse strategie di contrasto, sottolineando l’importanza di controlli più mirati e di soluzioni poco invasive ma efficaci. Tra questi rientrano le “nudging letters”, avvisi capaci di incentivare l’adempimento, e metodologie statistiche innovative come la Legge di Benford applicata ai bilanci aziendali per individuare possibili anomalie contabili.
«Accanto agli strumenti tecnici- aggiunge la professoressa Michetti- resta decisiva anche la dimensione culturale: evadere significa spesso dimenticare che lo Stato siamo tutti noi e che le conseguenze ricadono sulle generazioni future. Per questo rafforzare il senso civico e la fiducia nei servizi pubblici è essenziale per promuovere, nel medio-lungo periodo, comportamenti più orientati alla legalità e alla responsabilità collettiva».
Il progetto TEC consolida il ruolo del Dipartimento di Economia e Diritto dell’Università degli Studi di Maceratacome uno dei punti di riferimento nazionali sul tema, grazie a un lavoro scientifico di alto livello, a un approccio fortemente interdisciplinare e allo sviluppo di strumenti all’avanguardia basati sui dati. Un impegno che rafforza la presenza dell’Ateneo nel dibattito economico e sociale su una delle sfide più decisive per il futuro del Paese.
Al convegno, oltre al Rettore dell’Università degli Studi di Macerata John McCourt e alla Direttrice del Dipartimento di Economia e Diritto Elena Cedrola, sono intervenuti Vincenzo Carbone, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Maria Teresa Monteduro, Direttrice della Direzione Studi e Ricerche economico-fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Sbicca, dirigente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, il professor Gustavo Piga dell’Università di Tor Vergata e il professor Paolo Liberati dell’Università Roma Tre. Presenti anche numerosi stakeholders del territorio: l’associazione Libera, l’Ordine dei dottori Commercialisti, Cgil e Guardia di Finanza.
A moderare i lavori è stata Emma Galli, Direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche della Sapienza Università di Roma.





